Sono gli ultimi minuti del periodo – dall’ottobre 2010 al luglio 2015 – che mi ha vista impegnata nel servizio di rappresentanza dei cittadini all’interno dell’Assemblea della Comunità delle Giudicarie.
Da domani si volta pagina: ritorno felicemente soltanto “cittadina”.
Mi sembra giusto dare conto (e tanti me lo chiedono) del percorso fatto e delle attese per il nuovo organo di rappresentanza che domani prenderà il posto della precedente assemblea.
Comincio anzitutto col condividere attraverso i link qui sotto i documenti ufficiali con cui la Presidente Ballardini ha salutato ieri noi Consiglieri. Per tutti questi risultati raggiunti non posso che dirmi soddisfatta: la Comunità ha camminato in avanti!
Dal punto di vista di un personale bilancio politico, come si sa e come ho raccontato anche attraverso il blog, ci sono stati anche momenti difficili nel senso che mi hanno vista in forte opposizione dentro il mio gruppo del PD e dentro la mia maggioranza: secondo alcuni cosa strana per una capogruppo. Non è strana per me.
Le mie posizioni difformi hanno riguardato essenzialmente il tema degli impianti sciistici a Serodoli (l’esito mi ha dato ragione), il tema della chiusura del punto nascite all’ospedale di Tione (il cambio di parere della maggioranza mi ha dato ragione), il tema dell’accoglienza ai profughi in Giudicarie.
Su quest’ultimo punto, chiusa la prospettiva di ospitalità in strutture pubbliche, ho visto aprirsi la possibilità di una accoglienza fraterna in strutture della Chiesa e nelle famiglie. E’ una strada in salita ma appassionante.
Per quanto riguarda le attese per il nuovo organo che oggi è stato eletto e che sostituirà la precedente assemblea, riprendo quanto detto dall’amico Emanuele Curzel (valido per le Giudicarie anche se riferito ad un’altra Comunità):
Le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea della Comunità di Valle vedono confrontarsi due liste che non si distinguono per la visione politica di coloro che le compongono o per il riferimento a un particolare leader (per quanto, evidentemente, siano due i candidati alla presidenza). Sono il risultato di accordi tecnici: si desidera vedere in assemblea persone che rappresentano prima di tutto i singoli comuni e i rispettivi interessi. Si è voluto dunque accantonare qualunque prospettiva di carattere ideale o politico a favore di una rappresentazione “rigida” delle realtà territoriali. Il risultato ci fa tornare indietro nel tempo, all’epoca in cui il “Comprensorio” era il luogo in cui sedevano i rappresentanti dei comuni; una negazione di quel tentativo di fare politica “di valle” che le CdV avevano cercato, non certo perfettamente, di portare avanti.
Così è. L’azione politica parte sempre da uno sforzo di realismo: sapere qual’è la cornice in cui possiamo muoverci. E, tuttavia, siccome la politica la fanno le persone, queste possono riempire la cornice di contenuti innovativi sempre. Questo auguro a coloro che domani siederanno nella nuova assemblea: la capacità di essere nuovi e di favorire la novità che già la nostra Comunità esprime anche quando le paure sembrerebbero bloccarla.
Giudicarie _ fascicolo fine mandato 4 ANNI DI ATTIVITA giugno 2015 f