Bilanci e auguri!

E’ stata pubblicata sul Giornale delle Giudicarie una ampia intervista, che invito a leggere, in cui la Ferragosto 2014: foto dal presidio "Serodoli resti Serodoli"Presidente Ballardini traccia il bilancio di questi 4 anni di vita della nostra Comunità di valle. Non ce ne saranno altri in questa configurazione, dato che la prossima elezione degli organi della Comunità avverrà con il nuovo sistema (rappresentanza di secondo livello) da poco approvato nel Consiglio provinciale.

E’ l’occasione dunque per continuare a parlare di passato, presente e futuro della nostra terra. Sì, la Comunità di valle dal 2010 (anno della prima elezione diretta della sua Assemblea) ha realizzato importanti azioni amministrative, talune “tradizionali”, ossia già presenti nel precedente Comprensorio C8; molte innovative e importanti che possono e debbono darci la soddisfazione per il grande lavoro fatto, riconoscendo a tutti – Presidente, Giunta, Assemblea, Conferenza dei Sindaci, personale tecnico e amministrativo di ogni livello – il merito per i risultati raggiunti.

Anch’io ora vedo meglio il percorso di questi 4 anni e gli esiti dello sforzo con cui, in quanto eletta dentro una forza politica, ho cercato di essere espressione della volontà del popolo dei Giudicariesi. Nell’intervista della Presidente, nella parte sugli obiettivi raggiunti, non si cita il ruolo delle forze politiche né dell’Assemblea. Riconosco che molti fattori hanno concorso a rendere minima la possibilità di questo tipo di contributo alla costruzione delle scelte e tuttavia mi sembra che proprio nelle forze politiche, e quindi nell’Assemblea, era riposta la scommessa di dare una voce ai Giudicariesi in quanto tali, con la ricchezza della loro diversità ovviamente, e non solo come somma di amministrazioni. E’ reale la constatazione sui pesanti limiti dell’organo Assemblea (99 membri, scarsa presenza, subalternità alle scelte della Conferenza dei Sindaci) ed anche la preoccupazione che la sua futura conformazione (16 membri, eletti dalle amministrazioni comunali) sia in grado di rispondere alla domanda di rappresentanza della nostra gente a fronte di compiti/risorse comunque grandi.

Due considerazioni non possono mancare dunque in un bilancio che voglia essere anche politico e dare indicazioni per il futuro:

1) non bisogna dimenticare Serodoli e la mobilitazione per la sua salvaguardia (dall’ipotesi di un suo sfruttamento per lo sci da discesa). Va raccontato e bisogna andare tutti fieri di ciò che si è raggiunto: l’impianto non si farà. Occorre mettere nel bilancio di questi 4 anni trascorsi la partecipazione della gente alle sedute dell’Assemblea che si occupavano di Serodoli, le raccolte di firme, gli interventi sui social network e nei convegni, il presidio estivo … (vedi la foto, scattata a ferragosto 2014). Accanto al percorso partecipativo strutturato per la redazione e la approvazione del Piano Territoriale, questa mobilitazione ha evidenziato un fattore democratico fondamentale per la modernizzazione delle Giudicarie. Il grande dibattito che è stato sollevato sugli ampliamenti delle aree sciistiche, partendo dall’Assemblea, è segno di quanto il territorio bellissimo che ci è affidato stia a cuore ai Giudicariesi e non solo (!) e come esso sappia attrarre attenzione e pensiero innovativo sullo sviluppo anche turistico.

2) non bisogna poi dimenticare la vicenda della raccolta firme “per l’ospedale” e reagire al messaggio politico che si credeva di far passare: “chi grida di più ottiene”. E’ una tentazione purtroppo assai diffusa, che, mentre ostenta i muscoli, dichiara la morte del fondamento stesso dell’azione politica che è comporre gli interessi secondo equità. Proprio perché interconnessi a livello globale, siamo oggi chiamati a saper ragionare con logiche “di sistema”. Solo da una simile visione unitaria dei problemi che ci affliggono diventa possibile perseguire anche l’interesse particolare. Con il venir meno dell’età dell’abbondanza, in rapida evidenza anche in Trentino, la paura e chi specula su di essa sembra invece farla da padrone. Vince chi grida di più, appunto. E perdono tutti. Con 23 mila firme ci è stato detto che la salute sta a cuore ai Giudicariesi. Non possiamo permettere che ora si pentano di aver partecipato, agitando spauracchi (“chiudono l’ospedale”) o illudendo che tutto è dovuto e possibile con il denaro pubblico provinciale!

Insomma il lavoro politico non manca a nessuno d’ora in poi. Anche perché per esso si opera una co-educazione a forme più umane di abitare il nostro pianeta, casa per 9 miliardi ormai di esseri umani, più vicini … che può non voler dire più uniti. Per il raggio della nostra piccola azione, vanno trovate forme più intelligenti di abitare la montagna, sapendo guardare senza complessi di inferiorità, oltre che agli oggettivi svantaggi logistici, anche agli immensi vantaggi che essa ci offre quotidianamente e silenziosamente, sotto tanti punti di vista, non ultimo quello sociale e sanitario.

L’anno è finito ma non sono finiti i motivi e l’energia per un impegno: AUGURI a noi!

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