Riflessioni sulla “mobilitazione” per il punto nascite di Tione
A conclusione del primo mandato della Comunità di valle, sembrerebbe proprio che si sia finalmente realizzato uno dei suoi obiettivi, far crescere il senso di appartenenza ad un territorio. Con questa mobilitazione tutti i giudicariesi sono o sarebbero uniti, tutti per … un no!
Peccato che il miracolo sia avvenuto agitando uno spauracchio irreale (la chiusura dell’Ospedale) e negando un problema (la sostenibilità e la sicurezza del punto nascite) invece di aiutare a capirlo e a risolverlo davvero. Dunque una grande opera di disinformazione e di diseducazione politica. Sì, anche di diseducazione, perché ciò che sovente abbiamo lamentato rispetto ai Comuni (la scarsa capacità di assunzione di una mentalità federativa e sovra comunale da parte delle municipalità) qui la ritroviamo e ingigantita da parte della Comunità nei confronti dell’ente Provincia.
Il PD giudicariese, in sintonia con quello provinciale, non poteva proprio aderire a questa raccolta di firme. Come partito non localista e non populista sa che è sua responsabilità dire la verità e praticare l’equità ad ogni livello con coerenza. E questo lo ha fatto e bene nella persona titolare della competenza della gestione del servizio sanitario provinciale, Donata Borgonovo Re.
Ora i cittadini giudicariesi si sono espressi, con i numeri che abbiamo conosciuto: oltre 23 mila firme. Lasciamo stare della bizzarria istituzionale di una mobilitazione promossa da una giunta contro un’altra giunta, di identico colore (quanti mi hanno chiesto: ma non era più semplice che si parlassero?). Nei suoi numeri la consultazione appare proprio un plebiscito. O piuttosto una tautologia: le persone ci tengono ai servizi per la salute. Ci mancherebbe!
Scoperta l’acqua calda torna alle amministrazioni il problema tutto intero, come all’inizio: come fare perché – in un tempo di cambiamenti inevitabili – questo interesse collettivo sia garantito? Come continuare a servire i cittadini, meglio, meglio anche con meno?
Dal momento dell’emozione ora si passa a quello dell’esercizio della competenza politica e amministrativa. Occorrerà mantenere viva questa attenzione ma soprattutto calarla senza semplificazioni conservatrici nella complessità, facendosi carico di tutti i temi correlati: sicurezza e capillarità dei servizi, efficienza e personalizzazione.
Tornerà quanto mai utile rileggere (o, per qualcuno, leggere) la proposta dell’Assessora Borgonovo Re che va sotto il nome di “percorso nascita”. La proposta è ben compresa dalle donne perché allarga il focus dalla struttura (fragile) alla rete (forte) di professionalità presenti e vicine alle mamme per mesi, prima e dopo il parto, insieme alla massima sicurezza al momento della nascita laddove essa è garantita.
Ora, finita la prova muscolare, dovremo tornare a far lavorare la logica e il dialogo per qualificare il nostro ospedale in aspetti davvero necessari – come abbiamo detto nelle mozioni – in primis il pronto soccorso. E poi continuare ad immaginare una sanità moderna e preventiva, capillare e domiciliare. Ci sono aspetti meno poetici della nascita, ma più scoperti: salute mentale, cronicità, terminalità.
Tocca ancora a noi evitare che 23 mila persone si ritrovino deluse di aver partecipato.